Politiche del lavoro
Questa sezione è dedicata alle politiche del lavoro. Il mio interesse professionale è focalizzato soprattutto alle politiche del "welfare to work". Le politiche del reimpiego accompagnano il cittadino in età lavorativa nella ricerca del lavoro con azioni integrate di orientamento, formazione, sostegno al reddito e accompagnamento al lavoro.  Per i lavoratori che invece sono usciti dal ciclo produttivo per crisi occupazionali, territoriali e di settore e che percepiscono gli ammortizzatori sociali, le politiche del reimpiego vincolano i sussidi di indennità al concorso attivo del lavoratore che si fa orientare a fini di ricollocazione lavorativa. Il welfare to work non si occupa solo di gestire le situazioni di crisi, ma deve avere la finalità di prevenirle al fine di provocare il minor impatto sociale possibile.
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Martedì 22 Settembre 2009 23:24 |
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Periodo di riferimento: II trimestre 2009 Diffuso il: 22 settembre 2009 Prossimo comunicato: 17 dicembre 2009 Qui la versione integrale in pdf della relazione ISTAT Nel secondo trimestre 2009 (*) l’offerta di lavoro registra, rispetto allo stesso periodo del 2008, una riduzione dell’1,0 per cento (-241.000 unità ). Rispetto al primo trimestre 2009, al netto dei fattori stagionali, l’offerta di lavoro si riduce dello 0,2 per cento. Nel secondo trimestre 2009 il numero di occupati risulta pari a 23.203.000 unità , in forte calo su base annua (-1,6 per cento, pari a -378.000 unità ). Il risultato sintetizza il protrarsi della caduta dell’occupazione autonoma delle piccole imprese, l’accentuarsi del calo dei dipendenti a termine e la nuova riduzione del numero dei collaboratori. In termini destagionalizzati e in confronto al primo trimestre 2009, l’occupazione nell’insieme del territorio nazionale registra una flessione pari allo 0,3 per cento. Il tasso di occupazione della popolazione tra 15 e 64 anni scende dal 59,2 per cento del secondo trimestre 2008 all’attuale 57,9 per cento. Il numero delle persone in cerca di occupazione sale invece a 1.841.000 unità (+137.000 unità , pari al +8,1 per cento rispetto al secondo trimestre 2008). Iil tasso di disoccupazione aumenta, passando dal 6,7 per cento del secondo trimestre 2008 all’attuale 7,4 per cento. Rispetto al primo trimestre 2009, al netto dei fattori stagionali, il tasso di disoccupazione aumenta di un decimo di punto. (*) I dati del II trimestre 2009 sono da considerarsi provvisori per l’incompleta raccolta delle informazioni nel comune dell’Aquila conseguente al terremoto avvenuto in quel territorio. Va comunque sottolineato che, nella media del 2008, il numero sia degli occupati sia dei disoccupati residenti nel comune dell’Aquila rappresenta solo lo 0,1 per cento dei corrispettivi dati nazionali e il 6,2 e l’8,3 per cento di quelli della regione Abruzzo. |
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Ultimo aggiornamento Martedì 22 Settembre 2009 23:28 |
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Martedì 07 Aprile 2009 22:09 |
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A marzo 2009 la CIG ordinaria aumenta del + 925% rispetto a marzo 2008. Questo il segnale della crisi che attanaglia le imprese italiane. Nel primo trimestre 2009 aumenta del + 589% rispetto al I trimestre 2008. Ciò significa che sta accelerando mese per mese. Brutte notizie anche dalla CIG straordinaria che a marzo sale del + 102% e nel I trimestre del + 51% sempre rispetto al 2008. Il ricorso agli ammortizzatori sociali cresce prevalentemente nel settore metalmeccanico e a seguire settore chimico e del legno. Fortunatamente le imprese ricorrono soprattutto alla CIG ordinaria e ciò significa che al momento adottano misure di ammortizzatori sociali temporanee nella speranza che non si trasformino in strumenti straordinari. |
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Mercoledì 18 Marzo 2009 14:04 |
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Con un maxiemendamento alla conversione in legge del D.L. 5 / 2009, il Governo introduce ulteriori misure per incrementare le misure di sostegno a favore di chi perde o è in procinto di perdere il lavoro. Riassumendo, i Collaboratori a progetto con unico committente, se perderanno il lavoro, avranno diritto ad una indennità pari al 20% del valore annuo della collaborazione terminata. Questa indennità sarà al più pari a 2600 euro e complessivamente la misura costerà 100 milioni di euro ed una copertura attuale per il solo 2009. Saranno accorciati i tempi di attivazione della Cassa Integrazione Guadagni che dagli attuali 120 - 140 giorni, dovrebbero ridursi a 20 - 30 giorni. I lavoratori assistiti da ammortizzatori sociali in deroga, in caso di riassunzione, dovrebbero portare con sè la dote finanziaria di cui godevano. Ad esempio la mobilità o gli incentivi al reddito. In sostanza si generalizza sempre più ciò che era previsto nel programma PARI. Viene legalizzata la prassi dei lavoratori assistiti da incentivi che svolgono piccoli lavori purché il compenso non superi i 3.000,00 euro per la parte restante del 2009. In questo modo, potranno fare un'integrazione all'80% del reddito che ricevono dagli ammortizzatori sociali. |
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Mercoledì 11 Marzo 2009 09:14 |
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Il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica il 6 marzo scorso, conseguentemente agli accordi della conferenza Stato - Regioni del 12 febbraio 2009, ha aumentato la capienza finanziaria degli ammortizzatori sociali che così raggiungono i 9 miliardi di euro. Di questi 4 provengono da fondi governativi, 1 previsto dalla Finanziaria del 2009 e ulteriori 4 miliardi dal Fondo per le Aree Sottoutilizzate (FAS). Ciò dà la misura, qualora ce ne fosse ancora bisogno, di quanto continua ad aggravarsi la crisi economica che ancora a dicembre 2008 la legge finanziaria del Governo affrontava con un solo miliardo di euro contro i successivi 8 miliardi di cui il 50% è di fonte a disponibilità delle Regioni. Delle Regioni che utilizzano i FAS quindi per la maggior parte delle Regioni Obiettivo Convergenza. |
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Martedì 17 Febbraio 2009 00:03 |
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PARI è nato con l’obiettivo di sperimentare politiche del lavoro centrale sul welfare attivo, in risposta agli obiettivi definiti dalla Strategia di Lisbona e nell’ambito del confronto sulla riforma degli ammortizzatori sociali e sulla creazione di un modello funzionale alla loro gestione. A questo scopo si è voluto costruire e realizzare un metodo per assicurare sistematicamente gli interventi necessari a sostenere la stabilità dei tragitti lavorativi e dei diritti di cittadinanza delle persone, creando intorno al cittadino-lavoratore una rete di servizi in grado di supportarlo nella attivazione e creando i presupposti per far valere il principio della condizionalità – diritto a percepire il sussidio a fronte del dovere ad attivarsi – al quale sono informati i moderni sistemi di welfare to work. Il Programma ha reso disponibile, oltre ai significativi risultati in termini occupazionali, un sistema complesso e articolato di luoghi, strumenti, metodi che ora raffinato e sviluppato, con l’intento di contribuire al perseguimento dell’obiettivo di puntare su una occupazione di qualità , per accrescere i tassi di attività e rendere l’impiego attraente e remunerativo, combattendo la crescente precarietà del mercato del lavoro, le disparità territoriali e perseguendo l’equità sociale, in aderenza agli obiettivi della rinnovata Strategia di Lisbona PARI 2007 va ad agire in un contesto rinnovato, per molti aspetti più maturo e consapevole, e che richiede, dunque, risposte più complesse e articolate, sia attraverso l’uscita dal carattere di sperimentazione ed il consolidamento, l’assestamento e la raffinazione dei modelli già sperimentati, sia attraverso la messa in campo di nuove attività , che completino quel sistema e rispondano ai nuovi, più strutturati bisogni indotti da una stagione di riforme politiche, economiche e sociali oggi in fase matura, che ha posto le basi per un nuovo patto sociale di cittadinanza fra le persone, scritto sul riconoscimento dei diritti e sull’assunzione delle responsabilità . In altre parole, PARI 2007 intende sviluppare e consolidare la sperimentazione realizzata, per renderla struttura standard di gestione di un sistema di tutele diffuso e sostenibile, quale quello prospettato dalla riforma degli ammortizzatori sociali. |
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Ultimo aggiornamento Martedì 17 Febbraio 2009 01:02 |
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